T.

Follow Us

Comunicazione e Napoli, tra Passione e street art metropolitana

Chi l’ha detto che Partenope è solo antichità e tradizione? L’innovazione e le nuove tendenze si declinano in vari linguaggi, uno di questi è la street art

C’è un bellissimo film di John Turturro, che ripercorre la tradizione napoletana attraverso la canzone classica e la fa rivivere nei luoghi più antichi della città. La pellicola si chiama Passione (2010) ed è un documentario davvero travolgente, il cui luogo di enunciazione è particolarmente interessante, dato che l’ideatore non è nemmeno italiano. Un modo per cominciare a domandarsi, insomma,  com’è vista Napoli nel mondo, potrebbe partire sicuramente da qui. Le parole comunicazione e Napoli, in questo senso, sono più correlate che mai. Come viene raccontata questa città a chi è là fuori? Quesito interessante al quale non è detto corrisponda una soluzione ovvia.

Sport, religione e profano ovvero la comunicazione napoletana del territorio

Quando Pino Daniele diceva che Napule è mille culure aveva ragione: non basterebbe un giorno intero per scoprire tutte le sfaccettature di questa città. Sarebbe troppo banale citare in questa sede lo spot di Dolce e Gabbana che ha suscitato tanta polemica la scorsa estate, ma è pur vero che la bellezza di Partenope non si ferma ai Decumani. Se gli occhi di Turturro sono quelli di un ‘turista a Napoli’ innamorato della città al punto da dedicargli un tributo, gli occhi di Liberato sono, invece, quelli di chi questa metropoli la vive visceralmente dall’interno e ne coglie bellezza a ogni angolo. E, in epoche moderne – quelle in cui un video Youtube viene esportato in tutto il mondo con un click o una recensione – contribuisce a delineare un animo urbano e attuale del tessuto cittadino da un punto di vista innanzitutto visivo.

Al di là del merito (o demerito) musicale, con l’esperimento del misterioso cantante partenopeo – e, soprattutto, attraverso l’eccellente lavoro del regista Francesco Lettieri – il binomio Comunicazione e Napoli diventa un vero e proprio storytelling della città, una successione di immagini e luoghi di culto rivisitati con nuove luci e angolazioni, che montati ad arte raccontano un’atmosfera, facendo appello all’archivio visivo-emozionale dello spettatore. Nel suo viaggio, Liberato ci porta dal lungomare alla Gaiola, dal San Paolo a piazza Mercato spostandosi con la metropolitana, simbolo di una city viva e pulsante. Nei luoghi che ci fa visitare vi sono anche i Quartieri Spagnoli, dove torreggia imperante il famoso murale di Maradona. Comincia quindi a farsi largo una nuova mappatura dei posti più belli di Napoli: non solo chiese e monumenti, ma anche fiancate di palazzi e muri dismessi che si elevano vere e proprie opere d’arte da contemplare con religiosa attenzione.

 L’arte di strada made in Naples è molto più di qualche disegno sparso sui muri

Quando parlo di street art napoletana non mi riferisco a semplici scritte o disegni disseminati qua e là per la città. Mi riferisco a quei dipinti firmati da artisti famosi e posizionati strategicamente tra il centro e la periferia. Nomi internazionali che arricchiscono il paesaggio e la cultura di questo territorio, e che spesso lasciano queste opere nell’anonimato. L’arte di strada è perfetta per la metropoli partenopea, in quanto riesce a coniugare antico e moderno, sacro e profano in una chiave davvero unica e originale. Anche attraverso qualcosa di estremamente moderno come i murales, gli stencil e i graffiti, infatti, si può conoscere Napoli. Un esempio è la  della componente religiosa che anima questo popolo. Mai vista la splendida Madonna con la Pistola di Banksy in Piazza dei Girolamini o il ritratto di San Gennaro firmato Jorit che spicca sul lato di un palazzo a Forcella? Quest’ultimo artista non si ferma all’omaggio al santo patrono e decide di approfondire il concetto di ‘fede’, ritraendo anche Maradona e Hamsik: il primo a San Giovanni a Teduccio e il secondo a Quarto.

comunicazione e napoli

Comunicazione e Napoli: organizziamo uno street art tour?

Nei Quartieri Spagnoli, oltre al ritratto del pibe de oro citato da Liberato, ci sono anche Cyop&Kaf che hanno disseminato ben 223 graffiti a raccontare la storia di quei luoghi, talvolta con personaggi stravaganti ma dall’aria suggestiva. Tra questi ci sono anche i disegni di Francisco Bosoletti. Il suo ultimo murale, posto in via Emanuele De Deo, può sembrare un’opera incompleta ma solo se vista tramite l’effetto negativo della macchina fotografica se ne coglie l’interezza. Per finire, Napoli è anche la città della settima arte e, se ne sei appassionato, non puoi perderti la Pietà laica di Ernest Pignon raffigurante Pasolini all’ingresso del monastero di Santa Chiara e i dipinti di Massimo Troisi firmati Jorit a San Giorgio a Cremano.

Potrei star qui ad elencarti tutte le opere di strada presenti a Napoli e dintorni descrivendotele una ad una nel dettaglio, ma la loro bellezza sta tutta nell’esperienza dal vivo.

No Comments

Post a Comment